Introduzione alla virtualizzazione in ambiente FLOSS.

Indice

Introduzione alla virtualizzazione

L'attuale situazione è molto variegata nonché ricca di possibilità di scelta. Ovviamente consiglio di optare per una soluzione pienamente free-software, evitando quelle soluzioni proprietarie anche qui presenti.
I programmi più famosi, trascendendo dalle diverse modalità di operare la virtualizzazione, sono:

Tra cotanta scelta sporge spontanea la domanda su quale soluzione adottare. Ciò dipende dalle proprie esigenze ma anche un po' dalla proprio sensibilità verso il free-software. Infatti VirtualBox-OSE è la Open Source Edition (GPL) della versione free-ware. La differenza è in alcune piccole specifiche funzionalità seppure la parte principale non differisca.
I sistemi più promettenti a mio avviso sono OpenVZ (ma può solo "virtualizzare" guest con lo stesso identico kernel) oppure KVM o Virtualbox (che presenta il piccolo neo appena citato) e Xen (il quale richiede un kernel patchato).

Per avere aggiornamenti sull'attuale sviluppo della situazione, eventuali bug e suggerimenti consiglio l'inerente pagina del debian-wiki.

Infine, qualora il vostro interesse sia emulare l'ambiente Windos per eseguire applicazione .exe, una buona soluzione al vostro caso potrebbe essere Wine.

Descrizione

KVM

Installazione

Devo dire rapida ed indolore (bastava seguire le indicazioni qui e qui).

Purtroppo sotto windows non supporta l'accesso diretto alle USB. Per informazioni: http://en.gentoo-wiki.com/wiki/KVM; http://linux.die.net/man/1/qemu-kvm; http://www.linux-kvm.org/page/Documents.

Xen

Purtroppo su Squeeze è ancora necessario utilizzare un kernel patchato, però dalla versione del kernel 2.6.371 (rilasciata nel 2011) il codice è entrato nel mainstream. Non solo Xen è una soluzione altamente diffusa ma presenta persino un sistema di paravirtualizzazione che dovrebbe permette alte prestazioni.
Pertanto Xen sta diventando sempre più appetibile!

OpenVZ

Questa soluzion è l'ideale per un server linux. Infatti OpenVZ non virtualizza un intero computer ma si limita a mantenere separate le CPU, la memoria e l'Hard Disk dei processi che sono eseguiti sull'host rispetto a quello eseguiti nel container guest.
Ad oggi è in sviluppo anche una nuova soluzione (LXC) basata sulla stessa tecnologia, ma interemente sviluppata all'interno del kernel Linux (quindi patch non richieste). Purtroppo la soluzione è ancora troppo giovane per essere considerata sicura su un ambiente di produzione e molte funzionalità sono ancora da aggiungere. Chissà, forse un giorno diverrà il successore di OpenVZ, ma per adesso appoggiamoci a quest'ultimo.
Per saperne di più continua a leggere la pagina dedicata.

Postilla sulla sicurezza

A volte ti svegli un giorno e c'è un tarlo che ti inizia a roderti la testa. A volte semplicemente dai per scontate le cose più ovvie. Ebbene, la virtualizzazione è un programma e come tale ha anch'esso le sue falle. Quindi ricorda e ripeti il mantra: la virtualizzazione non è sicura, è semplicemente uno strumento in più!

Quindi non è importante che ti chiami OpenVZ, LXC, KVM o Xen. Un programma sei e sempre rimarrai, e come tale non si puà mai dire l'ultima parola...

Note

MyWiki: Virtualizzazione (last edited 2015-02-20 01:03:22 by risca)